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Anni Venti
Raccolgono gli ultimi bagliori della Belle Époque e dello Stile Ghirlanda: gioielli in lamina rosè modellati a volute e decorati con perle e vetri colorati.
Sono ancora chiare le influenze degli ornamenti etruschi e dell’oreficeria tradizionale “Chianina”.
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Anni Trenta
Nel 1934 1 A R è il primo marchio di fabbrica concesso dall’Ufficio Metrico Aretino: diventerà la nuova ragione sociale della Gori & Zucchi.
In questo periodo si diffondono gli stilemi geometrici dell'Art Déco come i bracciali a “ghiandina” con elementi modulari, le prime catene a macchina e i gioielli autarchici in placcato meccanico, argento, platinite, marcassite, rame e vetri colorati, per spille con motivi floreali, fiocchi, animaletti.
Notevole è l’impiego di filigrana floreale e incisione guilloché.
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Anni Quaranta
Il dopoguerra è rappresentato da bracciali 'tank' che riprendono le forme dei cingolati, e bracciali hollywoodiani, grana di riso, dai pendenti a 'mina' ancora di suggestione bellica, da orecchini, pendenti, anelli e gemelli già affermati negli anni ’30, dalle spilline 'animalier' tratte anche dai personaggi della Walt Disney e dai gioielli scaramantici (come cornetti, manine).
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Anni Cinquanta
Restano notevoli i progetti acquisiti a Parigi negli anni '50 che influenzeranno la produzione italiana e saranno di ispirazione per l'affermarsi dell'Italian Style; i primi disegni della Gori & Zucchi pervenutici, sono databili a questo periodo e attribuibili forse a G.Bianchi.
Si tratta di bracciali e studi di fermature. Molti anche i disegni di gioielli zoomorfici, amuleti e portafortuna di Galoppi, Palazzini e Sacchetti.
Di notevole diffusione la lavorazione del tipo “incatenato” e “tessuto” per i bracciali, tutti composti di elementi modulari molto scenografici.
Da notare l’introduzione della nuova gioielleria con diamanti, degli anelli “a scudo” per uomo e la diffusione di gemelli, portasigarette e trousse preziose.
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Anni Sessanta
Sono rappresentati da gioielli ricchi di colore, con rubini, smeraldi, zaffiri e diamanti; si recuperano le antiche lavorazioni duecentesche degli smalti traslucidi e l'affermazione della microfusione cambia il volto al gioiello, che da bassorilievo passa al tuttotondo 3D.
Un vero boom la moda delle spille, spesso smaltate a “miniatura” e a “cattedrale”.
In auge il gusto archeologico “etrusco” “egizio” “azteco” di Bino Bini.
Tra le novità il riferimento iconografico più di moda è quello della “staffa” di Gucci.
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Nasce in questo periodo la mitica “Medaglia dell’Amore” Unoaerre.
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Anni Settanta
Scultori e pittori fanno le loro 'incursioni' nell'oreficeria e influenzeranno le produzioni successive (Cappello, Galoppi, Bini), con il gioiello inteso come espressione scultorea.
Nei primi anni '70 si diffondono i gioielli optical e pop, più sobri e raffinati.
Notevoli le sperimentazioni di O.Orlandini nell’utilizzo di materiali alternativi (acciaio, titanio, legno, vetro, ecc.).
Sempre di moda dagli anni ’50 le spille-regalo per i bambini (gattino arcuato, cavalluccio, Bambi).
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Anni Ottanta
Stilisti francesi e americani (Louis Fèraud e Oscar de la Renta) e artisti orafi italiani (Forlivesi, Fallaci) collaborano con Unoaerre.
È il periodo delle suggestioni di grandi artisti come Picasso.
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Anni Novanta
Nel 1995-96 Giò Pomodoro realizzò diverse opere ("sculture indossabili") nei laboratori Uno A Erre, che poi hanno girato il mondo nelle più importanti rassegne dell'oreficeria d'artista (New York, Tokyo, Vienna e Venezia nel circuito della Biennale).
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2000
Gli inizi del nuovo millennio si segnalano per l’incontro con lo stilista Fiorucci.
Sono nate nel 2001 le Collezioni “Amore” “Felicità” e “Buona Stella” per un pubblico giovanile per la ricchezza dei colori e la fresca creatività dove gli elementi d’oro, angioletti, cuori e stelle, si combinano e legano a cordoncini di seta e nastri PVC di delicata colorazione.
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