A | B | C | D | E | F | G | H | I | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | X | Y | Z |
A
Agemina
Si ottiene incidendo profondamente il disegno con il bulino su di un oggetto metallico o di pietra dura; i solchi dell’incisione devono essere necessariamente a sottosquadra (generalmente a sezione trapezoidale), in questi solchi vengono inseriti e battuti a martello dei fili metallici ( di natura dal supporto base) fino a riempire completamente le incisioni.
La limatura e pulimentatura finale metteranno in evidenza il disegno ottenuto dall’effetto dei colori, derivato dai materiali diversi.
Allegazione
Preparazione di una lega metallica, aggiungendo ad un metallo uno o più elementi metallici o non metallici. La produzione delle leghe è di grandissima importanza in quanto permette la formazione di composti aventi caratteristiche idonee a qualsiasi esigenza di lavorazione e di funzionalità.
Argentatura
Trattamento a cui vengono sottoposti alcuni oggetti metallici e non metallici e che consiste nel rivestirli depositando su di essi un sottile strato di argento per via elettrolitica.
B
Brasatura
(vedi pulitura)
Brunitura
Trattamento protettivo di superfici metalliche mediante creazione di uno strato di ossido o di solfuro, sottile e aderente, di colore grigio scuro usato tra l’altro anche per l’argento. Questo trattamento si può eseguire per via chimica o via termica.
Burattatura
Impropriamente detta “burlonatura” per definire una lucidatura mediante l’uso di contenitori poliedrici ruotanti, dentro i quali vengono inseriti gli oggetti da pulire assieme a materiali abrasivi, annegati in sostanze solide o liquide.
C
Canna
Elemento cavo tubolare a sezione prevalentemente tonda, ottenuto mediante la trafilatura di un nastro metallico e privo di saldatura lungo la sua generatrice.
Cesello
(vedi sbalzo)
Commesso di pietre dure
E’ una composizione ad intarsio in cui vengono accostate le pietre dure dei più svariati colori, sfruttando le varie sfumature per creare effetti cromatici di chiaro-scuro. Questa tecnica è adoperata per la decorazione dei paliotti d’altare e piani di tavoli; largamente usata in oreficeria, per i gioielli, fin dal Rinascimento. I Medici favorirono questa tecnica con la fondazione dell’Opificio delle Pietre Dure.
Coniazione
Operazione di stampaggio di oggetti metallici, generalmente monete e medaglie, di forma prevalentemente circolare.
D
Decapaggio
Operazione di ripulitura di una superficie metallica per poter eseguire saldature o per depositi elettrolitici o per altre operazioni che richiedano una perfetta pulitura.
Generalmente il decapaggio viene effettuato con sostanze acide che attaccano la superficie metallica, per cui, oltre a ripulirla, la rendono leggermente ruvida facilitando così la successiva operazione.
Disossidazione
Trattamento termico effettuato in un metallo allo stato solido, in una atmosfera gassosa riducente. Si effettua in forni a muffola o a campana ad una temperatura adeguata per la riduzione degli ossidi.
Doratura
Operazione tecnologica per mezzo della quale si realizza il rivestimento di un oggetto di sostanza qualsiasi con uno strato di oro di sottile spessore.
La doratura era nota in Egitto e presso i greci e romani i quali se ne servivano per impreziosire mobili, armi, statue, vasi, ecc…Fu largamente usata nel Medioevo in pittura per le aureole dei santi e per i fondi di icone, codici miniati, tavole (cosiddetti fondi oro), affreschi e fregi.
L’oro poteva essere messo sui fondi, preparato con bolo d’Armenia o con mordente, in fogli molto sottili, oppure poteva essere macinato in polvere finissima, variamente diluito e poi steso sul pezzo.
Prima della messa a punto delle tecniche elettrolitiche, la doratura veniva eseguita esclusivamente a fuoco o per placcatura.
Il primo processo, adottabile solo con i metalli, consiste nello stendere nella superficie dell’oggetto un amalgama d’oro e mercurio; sottoponendo l’oggetto all’azione del calore, si provoca la volatilizzazione del mercurio mentre l’oro resta fissato.
Oggi è molto diffusa la doratura a procedimento galvanico con l’impiego di bagni elettrolitici speciali.
E
Elettroformatura
Tecnica di fabbricazione di pezzi metallici o di circuiti stampati da negativi o matrici. Serve per riprodurre un oggetto (medaglia, statuetta, ecc…), mediante processo elettrochimico. Le matrici per la riproduzione possono essere metalliche o non metalliche; in questo secondo caso, la matrice, generalmente di materiale gelatinoso, viene resa superficialmente conduttrice, mediante polveri o vapori metallici , in strati sottilissimi per attivare l’azione di deposito galvanico del materiale con cui si vuole effettuare il rivestimento. In alcuni casi vengono disciolte le matrici per rendere l’oggetto cavo e leggero.
F
Filigrana
E’ composta da finissimi fili schiacciati, sia lisci che a cordino, arrotolati a spirale, a cerchi e a linee ondulate. Può essere anche a giorno quando gli elementi sono saldati fra loro e non sono riportati su una lamina di base.
Foglia d’oro
Sottilissima lamina d’oro quasi impalpabile, che viene usata per doratura o decorazioni.
La foglia d’oro così sottile viene ottenuta mediante battitura di lamine disposte a pila e separate da fogli di carta speciale, strettamente chiuse entro due manicotti di pelle d’asino conciata. L’arte del battiloro, era nota anche nei tempi antichi dove la professione aveva proprie corporazioni di mestiere.
Fusione
Le principali tecniche fusorie applicate alla oreficeria sono:
- A staffa: si ottiene ricavando per pressione, una impronta in negativo di un modello da riprodurre, su apposita terra comunemente nota come “da fonderia”, contenuta fra due staffe metalliche. Il modello viene tolto separando le due staffe, si incidono poi i canali di alimentazione nella terra e le due staffe, vengono richiuse per passare alle fase di essiccazione e di colata del metallo fuso. Generalmente questa tecnica è usata per medaglie e placchette perché non si possono ottenere dei sottosquadri.
- All’osso di seppia: si ottiene sfregando assieme, per spianare due ossi di seppia, si pressa manualmente fra i due ossi un modello precedentemente preparato in modo da ottenere l’impronta in negativo, viene tolto il modello, si incidono i canali di alimentazione, si riaccoppiano i due ossi e si legano assieme con fili di ferro per passare alla colata del metallo fuso. Non si possono ottenere oggetti con sottosquadri; generalmente questa tecnica era usata per anelli a scudo (chevalier) e, nel periodo bellico, fu largamente impiegata per le spille di argento da decorare con la marcassite.
- Microfusione: conosciuta anche come fusione a cera persa, è una tecnologia che viene impiegata quando occorre ottenere pezzi estremamente complicati che non potrebbero essere costruiti economicamente con altri procedimenti tecnologici. La tecnica del processo di microfusione, consiste nel preparare un modello leggermente maggiorato nelle dimensioni, in relazione sia al ritiro del metallo che della cera. Questo modello serve a preparare una conchiglia che generalmente è in gomma, dentro alla quale viene iniettata una cera speciale ottenendo così i modelli secondari che a loro volta sono raggruppati e montati su supporti in cera, fino a formare un grappolo più o meno complesso, completo di colatoi, imbuti di colata, ecc. Questi grappoli vengono piazzati entro dei cilindri nei quali si cola uno speciale gesso ceramico che indurendosi per la cottura costituisce una forma definitiva. Durante la permanenza in forno di cottura, avviene l’eliminazione della cera (da cui il nome “cera persa”), provocando cavità dalle superfici estremamente lisce, che riproducono esattamente la forma dei modelli originali in negativo. Le leghe ed i metalli precedentemente fusi in dosi precise con forni prevalentemente elettrici, vengono iniettati nelle staffe di gesso ancora calde prendendo così anch’essi le forme originarie. Ad operazione compiuta ed avvenuta la solidificazione, i gusci di gesso vengono spezzati e gli eventuali residui di materiale ceramico vengono completamente asportati mediante adeguati lavaggi. Scomposto il grappolo nei suoi singoli elementi con mole da taglio, i pezzi vengono successivamente rifiniti ed impiegati all’uso ad essi destinato.
G
Glittica
E’ la tecnica del taglio e dell’incisione delle pietre dure e delle conchiglie per i cammei.
Le pietre (e le conchiglie) possono essere stratificate (come le agate e il calcedonio) e permettono di avere dei bassorilievi di diversi colori o monocromi che prendono il nome di cammei. Quando le gemme sono incise con delle figurazioni ad incavo si hanno i sigilli.
Godronatura
Operazione di stampaggio in continuo di nastri metallici usati per decorazioni di oggetti prevalentemente di argenteria pesante. Si esegue con laminatoi in cui vengono inseriti cilindri sagomati che fungono da matrice per la stampatura.
Granulazione
Tecnica dell’oreficeria antica, in cui, grani aurei posti su una lamina, d’oro e saldati tra loro, costituiscono motivo ornamentale. Gli esempi più antichi di granulazione risalgono ad alcune oreficerie del cosiddetto “Tesoro di Priamo”, a Troia (2350-2100 a.C. circa). Appaiono documentati gioielli a granulazione in Egitto (Museo del Cairo), a Creta (Pendaglio di Mallia), a Micene (Ranocchia di Pilo) e così pure nell’arte greca specie nel periodo Geometrico. Gli esemplari più raffinati appartengono però all’oreficeria etrusca che raggiunse un altissimo grado di perfezione.Alcuni artigiani e artisti hanno tentato di riprodurre la granulazione su pezzi ispirati all’epoca antica, fra cui gli orafi romani Castellani che conseguirono risultati apprezzabili.
Guillochinatura
E’ una incisione ottenuta meccanicamente su superfici piane e bombate. L’utensile che asporta il truciolo è fisso, e ricopia un disegno prestabilito (chicco di riso, ondulatura, ecc…) mentre si muove e si ruota l’oggetto da incidere.
Spetta all’orafo francese Fabergè l’aver usato largamente questa tecnica intorno al 1883 quando era al servizio degli Zar.
I
Incastonatura
Termine usato per indicare la montatura delle pietre nei gioielli; si elencano i più importanti metodi usati:
- A giorno: quando la pietra è trasparente e si usano dei castoni che permettono di lasciar passare la luce dai lati e dal sotto, per meglio sfruttare le caratteristiche di rifrazione.
- A notte : quando le pietre non sono trasparenti ed i castoni possono avere il fondo e la bordatura laterale senza filetti di luce.
- A griffe: quando le pietre sono rette da una corona di punte svasate internamente con le estremità ripiegate.
- All’inglese: quando le pietre sono trattenute da un bordo metallico rovesciato nella parte alta, tramite battitura con ferri da cesello.
- A pavé: montatura usata per pietre faccettate e sistemate una accanto all’altra; prende il nome dalle pavimentazioni.
- A riviera: quando le pietre sono montate una accanto all’altra con andamento continuo; possono avere anche i castoni snodati tramite una maglia di congiunzione.
- A binario: quando le pietre sono montate una accanto all’altra, perfettamente allineate, e sostenute in due punti soltanto da due rette parallele di metallo (come i binari del treno).Finta incassatura è una sorta di incisione che generalmente si applica nei gioielli di oro bianco ed ha un disegno che tende ad imitare la configurazione delle pietre, e viene effettuata con colpi lucidi di bulino e pallinature.
Incisione
Il disegno, a solchi di diverse profondità, si ottiene con utensili appuntiti detti bulini e ciappole, asportando e scavando il metallo da una superficie che può essere piana o modellata.
Si differenzia dal cesello, con il quale sovente e facilmente è confusa, dove il metallo non è asportato ma scostato.
M
Modellazione a martello e al tornio
Quando le lamine metalliche vengono battute e stirate a martello su appositi incudini, per ottenere dei recipienti generalmente a conca usati come vasellame e vasi sacri.
Dischi di lamina metallica per piatti e vassoi, vengono girati al tornio e modellati su apposite forme di legno con dei brunitoi (ferri a testa larga) spinti manualmente, facendo leva su perni fissi del tornio.
N
Niello
E’ un composto di colore nerastro ottenuto dalla fusione di argento, rame, stagno, piombo e zolfo.
Viene applicato sopra le incisioni come lo smalto e fuso attraverso una fonte di calore per permettere di entrare nei solchi incisi; viene limato e spianato nella superficie per eliminare le parti superflue e per far apparire il disegno nella sua nitidezza.
P
Patinatura
Trattamento di un oggetto con determinati componenti chimici, mediante il quale viene data una colorazione bruna che, asportata nelle parti più sporgenti, mette in maggiore evidenza i rilievi.
Placcatura
Operazione che consiste nel ricoprire la superficie di oggetti per lo più metallici con un sottile strato di altro materiale solido. A differenza della doratura o argentatura (trattamenti galvanici), la placcatura si effettua mediante ancoraggio meccanico di due metalli o leghe diverse. Questa operazione si rende necessaria quando si voglia una copertura con uno strato ad alta resistenza chimico-meccanica o per la costruzione di oggetti di oreficeria e argenteria che debbano rispondere ad esigenze di peso; in quest’ultimo caso, la placcatura di lamine di leghe preziose viene eseguita su metalli non nobili che fungono da supporto e consentono facilità di lavorazione e che vengono asportati chimicamente ad oggetto finito
Pulimentatura (o pulitura)
Lavorazione che ha lo scopo di ottenere un determinato grado di finitura superficiale sugli oggetti finiti. La pulitura si può ottenere meccanicamente o elettroliticamente. La pulitura meccanica si effettua applicando l’oggetto contro un abrasivo contenuto su spazzole in movimento. La pulitura elettrolitica è una operazione con la quale si lucida una superficie metallica posta all’anodo di una cella, il cui bagno elettrolitico, cambia a seconda del metallo da trattare.
R
Ritagliatura
Operazione meccanica che ha lo scopo di contornare e ripulire il pezzo da sfridi di lavorazione.
S
Saldatura
Processo tecnologico mediante il quale si realizza l’unione tra due o più pezzi metallici per effetto del calore, con o senza l’apporto di materiale metallico.
I tipi di saldatura più diffusi sono: per fusione, per pressione, saldobrasatura e brasatura.
Satinatura (o setatura)
Operazione consistente nel rendere opaca e di aspetto serico la superficie esterna di un oggetto d’ora o d’argento, effettuata con un bulino o con mola molto fine.
Sbalzo e Cesello
La decorazione o il disegno vengono modellati in rilievo dal rovescio di una lamina metallica, quindi sbalzati con ferri larghi battuti da martello. Per permettere le deformazioni plastiche del metallo, la lamina viene applicata su un pane di pece calda.
Una volta ottenuta la modellazione desiderata, la lamina viene tolta dalla pece e pulita; riempite di nuovo le cavità con pece, si passa a rifinire il modellato dal sopra, dove vengono evidenziati i contorni e i particolari con i ferri da cesello; è da notare che questi ferri non asportano il metallo ma lo scostano.
Scatolatura
Struttura cava di lamiere o profilati formanti un tubo di sezioni varie, con la quale si raggiunge una notevole rigidità alla flessione e resistenza alla torsione, senza eccedere nel peso.
Impropriamente, per scatolatura, si intende anche la formazione di corpi solidi, mediante l’applicazione di un fondo piano o sagomato a corpi cavi precedentemente stampati che, alla prerogativa di sembrare massicci, aggiungono le caratteristiche di robustezza e leggerezza in relazione al volume apparente.
Smalti
Sono composti da silicati (vetro) ridotti in polvere, la colorazione è ottenuta con l’aggiunta di ossidi metallici.
La polvere, messa in sospensione nell’acqua, viene applicata nelle cavità o nelle superfici da decorare e successivamente fatta fondere in appositi forni.
Diverse sono le tecniche e i metodi di smaltatura che brevemente riassumiamo:
- Champlevé: consiste nell’applicazione degli smalti negli alveoli (vaschette) ottenuti con incisioni ad incavo (scavate).
- Cloisonné: la polvere degli smalti viene inserita negli alveoli creati da sottili strisce metalliche (gabbie) saldate al corpo dell’oggetto.
- Traslucido: ha come base un metallo inciso o cesellato a bassorilievo (figurazioni) che viene ricoperto di smalto trasparente, il variare di profondità dei bassorilievi e delle incisioni crea sorprendenti effetti di chiaroscuro.
- Miniatura: si ottiene dipingendo con il pennello le varie polveri vitree sulla lamina metallica, precedentemente preparata con smalto di fondo (generalmente bianco) e controsmaltata, per evitare rotture e deformazioni durante le operazioni di cottura (fusione) e raffreddamento.
- Cattedrale: tecnica nota anche come “a giorno” perché ricorda le vetrate delle chiese gotiche; è ottenuta applicando lo smalto su intelaiature traforate; durante la cottura lo smalto è trattenuto da lamine di mica (minerale costituito da silicati, si trova in sottili lamine che hanno la proprietà di sfaldarsi).
Stampaggio
Operazione meccanica per la quale, senza la produzione di truciolo, si può sottoporre una lamiera o un massello metallico ad una o più trasformazioni, al fine di ottenere un oggetto avente una forma propria sia essa piana, solida o cava.
L’operazione si ottiene mediante l’uso di attrezzi speciali detti stampi che, applicati su apposite macchine, agiscono sui pezzi mediante pressione statica o dinamica.
T
Trattamenti termici
Complesso di operazioni che si eseguono su materiali allo scopo di modificarne lo stato fisico, per ottenerne particolari proprietà e caratteristiche.
Questi consistono in genere in un riscaldamento a temperatura inferiore a quella di fusione e il successivo raffreddamento eseguito nei modi più diversi, sia per i tempi, che per le sostanze in cui vengono immersi. In pratica i trattamenti termici principali ai quali vengono sottoposti i materiali sono: la ricottura, la tempera e il rinvenimento. Nel caso delle leghe preziose, il trattamento termico al quale queste vengono maggiormente sottoposte è la ricottura, che viene eseguita per eliminare uno stato di tensione elastica dovuta a deformazioni permanenti cui il materiale è stato precedentemente sottoposto.
V
Vuotatura
Termine usato in oreficeria per indicare l’azione di rimozione chimica o meccanica di materiale non nobile, messo a supporto per la costruzione di oggetti che devono rispondere a determinati requisiti di peso e di volume. Questa operazione è il naturale complemento degli oggetti costruiti con materiali bimetallici ottenuti per placcatura.